La straordinaria vita di Ronald Van Egmond AKA Mr Ronald

di Roberto Mocciardini e Tab Bailey

mr-ronald

La nostra comunità ha ampiamente approfondito la vita e la carriera di uno dei pionieri del piercing moderno, Alan Oversby, conosciuto anche come Mr. Sebastian.
Sappiamo che Mr. Sebastian ebbe soltanto due apprendisti: Mr. Simon e Mr. Ronald. Di quest’ultimo, tuttavia, fino a pochi mesi fa, si conosceva davvero molto poco.
Erano noti il suo nome, Ronald van Egmond, la sua nazionalità olandese e il fatto che avesse il suo studio ad Amsterdam.

Ho trascorso gran parte della mia carriera come piercer professionista nei Paesi Bassi, ad Amsterdam, lavorando in diversi studi; eppure, durante tutto quel periodo, il nome di Mr. Ronald affiorava raramente e quando accadeva, non lo faceva mai in modo concreto: Ronald veniva evocato quasi come una figura mitologica, sospesa tra realtà e leggenda, più raccontata che realmente conosciuta.

La prima vera testimonianza tangibile della sua esistenza arrivò in modo del tutto inaspettato.

Lavoravo in uno studio storico e quando il proprietario, intento a riordinare il suo archivio di vecchie riviste di tatuaggi, mi chiese se fossi interessato a prenderne alcune, accettai senza esitazione; col senno di poi, è stata una grande fortuna. In mezzo a quel mucchio di pubblicazioni, tanto datate quanto affascinanti, si nascondevano infatti anche delle vecchie stampe: illustrazioni a fumetti, crude e dirette, raffiguranti genitali maschili e femminili con piercing, accompagnate dai relativi tempi di guarigione. Erano firmate da Mr. Ronald.

Una volta entrato in possesso di quelle stampe, provai a cercare ulteriori informazioni su di lui, ma con risultati piuttosto scarsi; nel frattempo, mi ero trasferito ad Oslo e la ricerca rimase, per un periodo, in secondo piano.

Tutto cambiò nell’estate del 2025.
Di ritorno dal BMXnet di Berlino, dove ebbi una stimolante conversazione con Paul King proprio su questo tema, io e la mia compagna Tab decidemmo di prendere davvero a cuore questa ricerca. Da quel momento, il lavoro si trasformò in un’indagine vera e propria: lei concentrata sugli archivi comunali e sui vecchi giornali; io immerso nella comunità del piercing, alla ricerca di qualsiasi traccia, connessione o testimonianza legata a Mr. Ronald.

Dopo mesi di ricerche, e grazie all’aiuto prezioso di molte persone lungo il percorso, siamo finalmente riusciti a ricomporre i frammenti e a delineare con maggiore chiarezza la vita di Ronald.

Secondo una stima dell’Oms, circa 100-140 milioni di donne e bambine in tutto il mondo hanno subito una forma di mutilazione dei genitali e 2 milioni di bambine rischiano di subirla ogni anno, nonostante siano illegali in quasi tutti i paesi in cui vengono praticate. Chiaramente è nei contesti più tradizionali di questi paesi che sono maggiormente diffuse. Le conseguenze fisiche immediate possono essere: decesso dovuto a shock neurogeno e setticemia; ritenzione urinaria e disuria; danni ai tessuti circostanti; sepsi; deiscenza delle suture; infezione da HIV. A breve termine si può riscontrare: forte dolore, lesione adiacente l’uretra della vagina, del perineo e del retto, emorragia, tetano, rottura dell’utero, vulvovaginiti, cisti, cheloidi, fratture varie, neurinomi e diverse altre complicazioni. A lungo termine le conseguenze possono essere molteplici: dispareunia, dismenorrea, disuria e stranguria, incontinenza urinaria, calcolosi vaginale, flogosi pelviche, iperestesia genitale e sterilità. A tutto questo devono essere aggiunte le disfunzioni sessuali, soprattutto per quanto riguarda l’infibulazione, considerando che, in questi casi, i rapporti sono molto dolorosi e l’escissione del clitoride porta a una ridotta sensibilità sessuale. Il clitoride rappresenta la chiave del normale funzionamento e dello sviluppo mentale e fisico della sessualità femminile. Infatti, molte donne che sono state sottoposte a mutilazione genitale presentano: frigidità, mancanza di orgasmo, difficoltà coitale fino alla totale incapacità di avere rapporti vaginali.

Tra le conseguenze psichiche si possono rilevare: disturbi comportamentali, forte stress post traumatico, malattie psicosomatiche, ansia, incubi, depressione, psicosi, neurosi, suicidi (dovuti spesso all’abbandono del coniuge per le conseguenze fisiche procurate dalle MGF). Inoltre, va ricordato che nelle comunità dove vige questa pratica, le bambine e le donne che non sono mutilate, possono essere ostracizzate: questo è uno dei motivi per cui, di frequente, sono le bambine stesse a volersi sottoporre a questa pratica.

Ciò che abbiamo scoperto ha superato di gran lunga ogni aspettativa.
Dietro il nome di Mr. Ronald si delineava infatti la storia di una vita straordinaria.

Nato fuori dal matrimonio da una donna ebrea olandese, Ronald venne cresciuto dalla famiglia Van Egmond.
La sua infanzia e adolescenza si svolsero nel centro di Leida, sopra il negozio di pellicce di famiglia, un’attività attiva sin dal 1935, che rappresentò il suo primo, fondamentale contatto con il mondo del lavoro e della manualità.
A soli sedici anni, seguendo le orme del padre e del nonno, Ronald entrò nel settore della pellicceria: iniziò con un apprendistato presso un grossista ad Amsterdam, proseguì poi lavorando in una pellicceria all’Aia, per infine fare ritorno all’attività di famiglia.
Fu proprio lì che iniziò a sviluppare il suo lato più creativo, occupandosi non solo della produzione, ma anche della direzione artistica e della gestione delle sarte.

Nel 1972, all’età di 26 anni, Ronald fondò la sua azienda di design di pellicce nella piccola città di Doorn, nella provincia di Utrecht. Fu qui che iniziarono le sue sfilate, ampiamente pubblicizzate, in cui presentava le sue creazioni e collezioni, venendo elogiato per la sua originalità e creatività. Rimase lì fino al 1975, quando trasferì la sua sede nel vicino villaggio di Driebergen. Ronald non aveva paura di osare e amava mescolare diversi tipi di pelliccia nelle sue creazioni. Nel 1977 un giornale lo descrisse come un uomo con “una passione per la creazione di effetti dirompenti… L’opera non solo di un grande artigiano ma anche di un artista fantasioso”. Si presume che sia stato il primo stilista nei Paesi Bassi a organizzare una sfilata di moda con pellicce specificamente per uomo. Gli uomini olandesi, infatti, consideravano generalmente la pelliccia un accessorio femminile, cosa che frustrava Ronald, il quale lo espresse a un giornalista nel 1975.

Ronald incontrò Alan Oversby tra la metà e la fine degli anni Settanta alla RoB Gallery di Amsterdam, durante una dimostrazione di piercing. Il negozio aveva aperto nel 1975 e Alan/Mr Sebastian si recava spesso ad Amsterdam come ospite. Questo incontro cambiò il corso della vita di Ronald. Stava affrontando quella che lui stesso definì una “crisi di mezza età” e si interrogava su “un modo significativo di vivere la sua vita”. Dopo essersi fatto tatuare ed aver ricevuto un piercing genitale, ne rimase affascinato e propose a Mr Sebastian di instaurare un rapporto insegnante/allievo.

Mr Sebastian accettò e poco dopo Ronald si recò a Londra per seguire un corso intensivo di microchirurgia. Inizialmente imparò a tatuare, per poi dedicarsi ai piercing. Nel corso della sua carriera, Ronald parlò regolarmente al telefono con Alan Oversby, sebbene non si conoscano i contenuti delle loro conversazioni, ma è facile immaginare quanto abbiano contribuito a plasmare il suo percorso.

Nel 1985 Ronald si trasferì definitivamente ad Amsterdam, stabilendosi a Kloveniersburgwal, dove visse fino alla sua morte. La sua casa sul canale si trovava a pochi passi dal quartiere a luci rosse e da Reguliersdwarsstraat, che negli anni ’80 era uno dei principali centri della vita notturna queer di Amsterdam.

Nel 1987, all’età di 39 anni, registrò ufficialmente la sua attività con il nome “Mr. Ronald Tattoo”, con sede direttamente nella sua abitazione. Lavorava al piano terra: durante il giorno eseguiva piercing, mentre la sera si dedicava ai tatuaggi.

Ronald adottò un approccio diverso rispetto a molti suoi colleghi piercer e tatuatori. Lavorava prevalentemente a porte chiuse, affidandosi soprattutto al passaparola, anche se pubblicizzava i suoi servizi su alcune riviste, tra cui l’italiana Super Maschio.
Intorno al 1986/1987, un giovane piercer italiano di 19 anni, noto come G.P., agli inizi della sua carriera, dopo essersi imbattuto in un annuncio di Ronald, decise di contattarlo per chiedere consigli su come eseguire piercing genitali.
Ronald rispose, e tra i due nacque un rapporto che si sviluppò attraverso una corrispondenza epistolare.
Nel tempo, G.P. si recò più volte ad Amsterdam per incontrarlo, sia per sottoporsi a piercing sia per trascorrere del tempo con lui, arrivando anche a soggiornare nella sua casa.
Ronald eseguì diversi lavori su di lui e gli permise di assistere ad alcune procedure.
Questo gli diede l’opportunità di osservare da vicino il metodo e l’approccio professionale di una figura normalmente molto riservata, acquisendo conoscenze che difficilmente avrebbe potuto ottenere altrove.

Per Ronald, mantenere gli standard igienici elevati e lavorare in un ambiente sterile era di fondamentale importanza; fattore non poco scontato per quel periodo, tenendo presente che in quegli anni, uno studio olandese, era stato denunciato per aver utilizzato un straccio e un bacinella riempita con acqua e sapone per la pulizia dei tatuaggi, durante la loro esecuzione, senza mai essere cambiato da cliente a cliente. Il suo negozio aveva un pavimento in linoleum che teneva immacolato e utilizzava un’autoclave e una lampada chirurgica di livello ospedaliero. Senza timore di esprimere la propria creatività, Ronald aveva anche catene e manette di metallo appese al soffitto, conferendo al suo negozio un’atmosfera da “BDSM sterile”.

Ronald adottava un approccio estremamente metodico al piercing. Dedicava molto tempo alle consultazioni con i clienti, arrivando a volte a rifiutare di forare il cliente in presenza di anatomie non idonee. Per lui, il piercing non doveva avere soltanto una funzione estetica, ma anche una dimensione funzionale: doveva, ad esempio, poter sostenere pesi o essere sottoposto a trazione senza compromettere l’integrità della pelle. Utilizzava esclusivamente aghi da 14 e 10 gauge per tutti i suoi lavori e si opponeva all’uso delle pistole da piercing, che non riteneva adeguate ai suoi standard.

Nel 1988, Henk Jan Teunissen, noto come “Tattoo Henkie”, si rivolse a Ronald per un piercing al capezzolo. Ronald perforò l’intera areola utilizzando un ago e inserendo un anello da 10 gauge. Henkie ricorda così l’esperienza: “Ricordo il dolore che provai quando l’effetto dell’anestesia svanì. Mi svegliavo durante la notte, ansimando, quando toccavo accidentalmente la zona nel sonno. Ci vollero otto o nove mesi per una guarigione completa, ma alla fine ottenni un bellissimo piercing al capezzolo, che era anche ‘funzionale’.”

Una delle tecniche che il signor Sebastian ha insegnato a Ronald era che bisognava adottare approcci diversi per forare le orecchie di uomini e donne. Ad esempio, quando si fora un uomo, il canale uditivo dovrebbe seguire la direzione della mandibola. Il rapporto tra insegnante e studente portò Ronald a essere indirettamente coinvolto nella famigerata “operazione Spanner” del 1989. Tra le persone prese di mira vi fu anche Alan Oversby, accusato di aver partecipato ad attività sadomasochistiche consensuali.

Questo episodio spinse Ronald a richiedere una consulenza legale. Secondo il suo avvocato, la situazione nei Paesi Bassi risultava comunque più favorevole rispetto a quella del Regno Unito. Tuttavia, a causa della zona grigia normativa che riguardava la classificazione di aghi e strumenti, talvolta assimilati ad armi, Ronald adottò una posizione estremamente prudente. Rifiutò categoricamente di viaggiare nel Regno Unito portando con sé attrezzatura da piercing.

Ronald era solito eseguire i piercing su sé stesso e, si forò il proprio scroto (Hafada) svariate volte,  arrivava a realizzarne fino a dieci in una sola sessione. Nel 1991 contava circa sessanta piercing solo in quella zona. Tra gli altri, portava un Prince Albert, un Inverse Prince Albert, un Apadravya e diversi piercing al frenulo. Aveva inoltre entrambi i capezzoli forati e tredici piercing alle orecchie. A questi si aggiungeva un piercing al centro del labbro inferiore, per un totale complessivo di ottantatré piercing.

Le testimonianze fotografiche indicano però che questo numero aumentò ulteriormente negli anni successivi.

La maggior parte della clientela di Ronald proveniva dalla comunità queer, e il suo lavoro attirava sia residenti locali sia turisti. La dimensione internazionale della sua attività è testimoniata anche dalla disponibilità dei suoi opuscoli per la cura post-piercing in olandese, inglese e francese. Secondo la rivista De Gay Krant, nel 1991 deteneva di fatto una sorta di “monopolio” nel settore dei tatuaggi e dei piercing nella zona gay di Amsterdam, nonostante il suo studio fosse ufficialmente aperto da soli quattro anni.

La sua clientela era composta per il 60% da uomini e per il 40% da donne; di questi, circa il 70% si identificava come gay e il 30% come eterosessuale. A suo dire, le donne lesbiche rappresentavano una minoranza all’interno della sua clientela. Tra i clienti uomini, il piercing più richiesto era il Prince Albert, seguito dal piercing ai capezzoli, Frenum piercing, in quarta posizione, l’ampallang. Le clienti donne, invece, prediligevano anelli ai capezzoli, piercing VCH e labia piercing. Piercing come ombelico, narici, labbra, sopracciglia e lingua risultavano invece meno frequenti.

La passione di Ronald non si limitava al piercing: dedicava le serate al tatuaggio, realizzando opere dai colori vivaci. I suoi soggetti erano spesso fallici o floreali, oppure raffigurano diversi tipi di uccelli, in particolare pappagalli. Tatuava prevalentemente la zona genitale.

Ronald si identificava come bisessuale e si distingueva all’interno della comunità gay leather di Amsterdam dell’epoca. Mentre molti uomini di quella scena indossavano quasi esclusivamente pelle, il suo stile era più eccentrico e personale: combinava pelle, pelliccia e rete, costruendo un’estetica riconoscibile e fuori dagli schemi.

Persona profondamente creativa, cercava di dividere il proprio tempo in modo equilibrato tra piercing, tatuaggi e la realizzazione di opere figurative su lino e legno. Era un pittore appassionato e utilizzava spesso i coperchi delle scatole di sigari come supporto per i suoi lavori. Molte delle sue illustrazioni raffiguravano peni stilizzati, e lui stesso sosteneva che senza il suo coinvolgimento nella body art, il suo linguaggio visivo non avrebbe avuto la stessa forma.

Ronald aveva anche una vasta collezione privata di opere d’arte nel suo appartamento, molte delle quali incentrate sui peni. Era inoltre profondamente legato ai suoi pappagalli, ai quali aveva riservato una stanza al piano superiore al suo negozio dove li lasciava volare liberamente, con un vero albero al centro della stanza.

Ronald morì il 19 marzo 2000 a causa di complicazioni legate all’AIDS. Gli ultimi anni della sua vita rimangono in parte avvolti nel mistero. A metà degli anni Novanta, G.P. gli scrisse per fissare un appuntamento, ricevendo come risposta che stava chiudendo l’attività, senza ulteriori spiegazioni. Quando G.P. si recò ad Amsterdam poco tempo dopo, il negozio risultava già chiuso.

Nel frattempo, la scena del piercing ad Amsterdam stava cambiando radicalmente. L’apertura di Body Manipulations, nel 1993, segnò l’inizio di una nuova fase per il settore, contribuendo al passaggio del piercing, da pratica underground a fenomeno sempre più mainstream.

Sebbene Ronald non abbia mai raggiunto il livello di riconoscimento di Mr. Sebastian, la sua eredità non dovrebbe essere sottovalutata. Fu una figura centrale nella storia queer nei Paesi Bassi e in Europa, capace di tradurre in pratica gli insegnamenti di Alan e di contribuire in modo significativo allo sviluppo della body art contemporanea.

Roberto Mocciardini e Tab Bailey